Aprile 2026

Anffas Novara si trasforma in Fondazione

Consiglio direttivo

Anffas Novara e Anffas Borgomanero si trasformano in Fondazioni per rafforzare servizi e continuare a difendere i diritti delle persone con disabilità.
Alla luce della Riforma del Terzo Settore, un nuovo modello organizzativo che mantiene viva anche la tradizione associativa.

Cambia la forma ma non la sostanza. Anffas Novara e Anffas Borgomanero proseguono (con alle spalle una storia lunga cinquant’anni) nella difesa dei diritti delle persone con disabilità, continuando ad erogare servizi indispensabili per il benessere loro e delle loro famiglie. Alla luce, però, della Riforma del Terzo Settore, sorta con l’obiettivo di un riordino e di una semplificazione della normativa esistente e in linea con le direttive di Anffas nazionale, le sezioni di Novara e Borgomanero hanno scelto di trasformarsi in Fondazioni. Le Fondazioni si occuperanno della gestione dei servizi accreditati mentre le due associazioni continueranno l’attività di promozione sociale e valoriale che rappresentano il capitale relazionale in cui familiari e volontari possono riconoscersi, ritrovarsi e sentirsi parte.

Una storia che continua, al passo con i tempi

Si amplia il contenitore, quindi, ma non certo il contenuto; una modifica necessaria a fronte dell’evoluzione dei tempi, per continuare a stare accanto alle persone con disabilità nel miglior modo possibile. Una scelta di valore, rivolta al futuro e orientata a garantire la sostenibilità e il rafforzamento dell’azione dei due enti nel lungo periodo.
Negli ultimi anni – spiega la Direttrice delle due Anffas, Laura LazzarottoAnffas Novara e Anffas Borgomanero insieme, sono state impegnate in un articolato processo di trasformazione organizzativa, che ha interessato cultura, ruoli, e pratiche di lavoro. Personale professionale, volontari e famiglie si sono confrontati con l’obiettivo di riconoscere, condividere e rafforzare gli orientamenti e le metodologie comuni attorno alla necessità di realizzare concretamente i progetti di vita per le persone con disabilità. È diventato più esplicito e strategico come le organizzazioni, nelle loro diverse articolazioni, concorrano a garantire la migliore qualità di vita possibile della persona con disabilità, non solo all’interno della specializzazione dei servizi, ma anche attraverso il lavoro sul territorio, in raccordo con i servizi pubblici, il coinvolgimento del volontariato e la rete di partner disponibili a collaborare”.

Fondazioni e Associazioni: ruoli distinti, visione condivisa

Il progetto prevede, quindi, la costruzione di un modello gestionale integrato, basato sulla collaborazione tra le Fondazioni (derivante dalla trasformazione delle due onlus) e le Associazioni di Promozione Sociale (APS).
Questa trasformazione – prosegue la direttrice Lazzarottorafforza il duplice ruolo. In primis, quello delle Associazioni di Promozione Sociale centrato sulla rappresentanza dei bisogni delle persone con disabilità e delle loro famiglie ai tavoli regionali e nazionali e su attività strutturate di accoglienza, tutela, gestione del tempo libero e laboratori inclusivi e, contemporaneamente, quello delle Fondazioni che progettano e gestiscono una rete articolata di presidi e servizi coordinati tra loro (nello specifico, quattro strutture residenziali e quattro semiresidenziali) accompagnati da interventi formativi e iniziative di ricerca e innovazione sociale”.

Le governance 

La governance associativa è affidata alla seconda generazione dei soci fondatori di Anffas: familiari che, fin dalle origini, hanno costituito il cuore pulsante dell’associazione, a cui si aggiungono i volontari che, nel tempo, hanno sostenuto nuove progettualità. Gli organi delle Fondazioni, più strutturati, sono affiancati anche dall’assemblea dei sostenitori.
I quattro enti, divisi sui due territori di appartenenza al fine di rispettare le storie, i legami e le diversità territoriali sono coordinate da un unico Staff di Direzione; così da non frammentare risorse, competenze e indirizzi progettuali.
Oggi Anffas Novara e Anffas Borgomanero contano 130 soci familiari, 50 volontari, 80 dipendenti e 120 persone con disabilità seguite, complessivamente, nei centri.